AWKWARD COMVERSATIONS 
WITH ANIMAL I’VE FUCKED
 

AWKWARD CONVERSATIONS

WITH ANIMALS I'VE FUCKED

di Rob Hayes


traduzione Valentina De Simone

con Alessandro Haber

a cura di Enzo Aronica


Trilly Produzioni



Un cane, un gatto, una capra, una scimmia e, per finire, un orso: Bobby è un vero amatore, non uno di quelli da sigaretta e addio, ma premuroso, ironico, pure gentile nelle sue avventure da una notte sola.

Il suo cavallo di battaglia, le chiacchierate post-coitum che di solito

mettono in fuga le malcapitate di turno.

O le azzittiscono pericolosamente.

Bobby è un animalista convinto, anche se a volte esagera, non parla molto con la gente eppure va a briglia sciolta quando si tratta delle sue conquiste a quattro zampe. I nervi e l’insicurezza lo rendono buffo, divaga e dice cose strane il più delle volte, sa essere inappropriato e sa come cambiare direzione quando, con l’acqua alla gola, capisce di aver messo piede in un campo minato. Scioglie l’imbarazzo in un sorriso beffardo, Bobby, e si preoccupa di non urtare la sensibilità degli animali con cui è appena stato aletto. Sembra tutto un gran casino la sua vita, o un grande gioco, con le tirate infinite sui suoi datori di lavoro idioti, con le paranoie dei vicini ficcanaso e degli agguati della polizia. Ma quando parla del padre,spargendo qua e là piccoli spunti fra le tiritere inutili, Bobby diventa insperabilmente serio, scoprendo ferite aperte che forse neanche lui sa di avere.


Conversazioni imbarazzanti con animali che mi sono fatto

di Rob Hayes,

dall’originale Awkward Conversations With Animals I’ve Fucked, è un monologo senza esclusione di colpi sulla solitudine abissale di un uomo che non sa prendere le misure col mondo, un frustrato, disadattato, in guerra con gli altri e con se stesso. Politicamente scorretto e mai banale, il testo di Hayes, con un linguaggio serrato capace di grandi affondi, forza gli schemi del ben pensare, duellando col pregiudizio e con la visione ipocrita che associamo ad esso. Proponendo la bestialità, quantunque conclusivamente carnefice e pasoliniana, come rimedio finale al becero opportunismo.

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